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Investire in ETF: cosa sono, come funzionano e come negoziare

Pubblicato: 8 Luglio 2022 di Francesco

Investire in ETF è una delle tante possibilità di investimento presenti sul mercato, diventata di interesse comune nel corso degli ultimi anni. Tutto ciò per le tante caratteristiche distintive di questi prodotti finanziari unici nel loro genere.

Contrariamente da altre tipologie di asset, si pensi ad esempio ai titoli azionari, alle criptovalute, o al forex, possono considerarsi molto più facili da gestire. Integrano al loro interno più strumenti, facendo in modo che il trader non debba creare un portafoglio in modo manuale.

Le possibilità che l’investimento in ETF offre sono numerose ed abbiamo deciso di racchiuderle a seguire, focalizzando l’attenzione anche sui passaggi per investire in ETF, nonché sui principali rischi da dover sempre tenere in considerazione.

Se hai intenzione di investire fin da subito su ETF, puoi far affidamento su broker professionali e moderni (ovviamente regolamentati) come eToro. Citiamo lui perché è uno dei più completi e ti permette addirittura di iniziare con un ottimo conto demo.

Presenta decine di ETF all’interno del proprio database, che possono essere scelti, analizzati su un comodo grafico in tempo reale e negoziati in autonomia, anche tramite applicazione. Ciò potendo partire anche con un deposito bassissimo, da soli 50 euro.

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Tabella di riepilogo su investire in ETF.

🥇 Settore di interesse: ETF
💰 Cosa sono? Fondi gestiti che replicano indici quotati
🏷️ Quali sono? Possono essere azionari, su materie prime, tematici, obbligazionari e molto altro.
📈 Rischio associato Medio – Alto
👨‍💼 Dove investire in ETF? Sui migliori broker come eToro

Cosa sono gli ETF?

Gli ETF, acronimo inglese di Exchange Traded Fund, non sono altro che specifici fondi di investimento a gestione passiva, quotati all’interno di una Borsa regolamentata, al pari di una comune azione, materia prima, o qualsiasi altro strumento finanziario.

Investire in ETF significa allocare le proprie risorse assieme ad altri investitori, su un paniere di asset composto da più strumenti. Per fare un esempio, se investi su un ETF semiconduttori, andrai ad investire sulle principali società legate a quel settore.

Sarà il gestore del fondo, con tutti i capitali raccolti dagli investitori, ad acquistare realmente le azioni (così come altri asset, si pensi ad esempio ad un ETF su una materia prima), gestendo nel corso del tempo il portafoglio e apportando aggiustamenti.

Un aspetto che ci porta subito ad indicare due tipologie distinte di exchange traded fund:

  1. ETF a replica fisica: possiedono realmente i titoli che compongono l’indice di interesse;
  2. ETF a replica sistematica: non possiedono realmente gli asset, basandosi su contratti swap.

Investire in ETF: vantaggi e svantaggi

Vediamo subito di entrare nel dettaglio e di capire da vicino tutti i possibili pro e contro degli ETF, nonché dell’attività di investimento sugli exchange traded fund.

Pro degli ETF

Fra i punti di forza (vantaggi) degli ETF citiamo:

  • Gestione molto più semplificata rispetto ad altre tipologie di asset, che hanno invece bisogno di più tempo per essere analizzate e successivamente negoziate (si pensi ad esempio alla creazione manuale di un portafoglio per investire in azioni).
  • Danno la possibilità di investire su settori tematici specifici, puntando solamente su quelli di maggiore interesse, o più affini alle proprie conoscenze e competenze analitiche.
  • Gli eventuali dividendi ottenuti (nel caso ovviamente degli ETF che investono in modo diretto su titoli azionari) possono essere subito reinvestiti, aumentando il capitale a disposizione su tutto l’exchange traded fund.
  • Garantiscono un’elevata diversificazione del proprio portafoglio, con un rischio che risulta ponderato rispetto allo strumento selezionato (seppur molte volte più basso rispetto ad un investimento secco su un unico titolo, vista la diversificazione).
  • Elevata flessibilità durante le attività, poiché essendo fondi passivi, la gestione avviene in modo indiretto, ma si ha sempre la possibilità di dismettere la propria partecipazione in qualsiasi momento.
  • Permettono di investire in modo più agevole sulle obbligazioni (grazie agli ETF obbligazionari), potendo sempre controllare lo stato e la gestione delle attività.
  • Si mostrano prodotti molto liquidi, facili da comprare e da vendere, anche grazie alla presenza di molti broker professionali, che permettono di investire in ETF con pochissimi passaggi (uno dei più completi e professionali è il broker eToro (clicca qui per iscriverti).

Contro degli ETF

Fra i punti di debolezza (svantaggi) degli ETF ricordiamo:

  • Mostrano costi di acquisto ed eventuali costi di vendita che potrebbero essere molto più alti rispetto ad una tradizionale compravendita di titoli azionari, materie prime, cambi in valuta, o qualsiasi altro strumento finanziario singolo.
  • Qualora si decidesse di utilizzare la leva finanziaria e di mantenere un ETF nell’ottica del lungo periodo, strategie sbagliate potrebbero portare perdite moltiplicate (la componente del rischio deve sempre essere messa in conto).
  • Le entrate che derivano dagli eventuali dividendi sono solitamente più basse rispetto ad altre soluzioni di investimento su azioni.
  • Data la natura stessa degli ETF (composti da un paniere di più titoli) i rendimenti potrebbero essere più bassi rispetto ad un investimento singolo (se corretto) su un’unica azione (non si beneficia in questo caso della diversificazione).
  • Gli ETF non sono strumenti gratuiti, ma hanno dei costi di gestione che devono sempre essere considerati nel computo complessivo dell’investimento.

Come funzionano gli ETF

Cerchiamo a questo punto di soffermarci sul funzionamento degli ETF, che a parità di struttura e di operazioni alla base, si mostra molto più semplice rispetto ad altre tipologie di strumenti finanziari quotati. A seguire i principali punti che devi tenere in considerazione:

  • Gli ETF vengono emessi e quotati su Borse reali, disponendo di una propria quotazione e di un proprio andamento (che può essere al rialzo o al ribasso sulla base della domanda e offerta presente sul mercato).
  • Gli ETF possono funzionare seguendo due metodologie differenti, vista la presenza di ETF attivi (che cercano di superare le performance del benchmark di riferimento, sempre grazie alle capacità del gestore) ed ETF passivi (si limitano semplicemente a replicare l’andamento e le performance del benchmark sottostante, ossia dell’indice di interesse).
  • Quasi tutti gli ETF richiedono delle commissioni specifiche, che in gergo tecnico prendono il nome di Expense Ratio. Facendo un rapido esempio, se l’Expense Ratio è pari al 2%, allora andrai a pagare una commissione pari a 200 dollari su un investimento di 10.000 dollari.
  • La gestione del funzionamento degli ETF con dividendi è molto particolare, poiché le entrate da dividendo possono sia essere richieste come prelievo, sia essere reinvestire tramite sistemi DRIP, o piani specifici.

Tipologie di ETF

La presenza di diverse classi e di diverse tipologie di benchmark associate ad ogni fondo, ha creato più categorie di ETF. Il funzionamento accuratamente esposto in precedenza resta sempre lo stesso ed a variare sono solamente gli strumenti di replica.

A seguire, i 5 tipi di ETF più comuni:

  1. ETF azionari, che hanno come strumento di replica un indice azionario, che può ad esempio essere il FTSE-MIB (per l’Italia), lo S&P 500 (con le 500 società americane più capitalizzate) e così via.
  2. ETF settoriali, che investono in modo specifico su indici legati ad un unico settore (può essere quello energetico, quello dei semiconduttori, quello healthcare, quello dell’automotive, quello industriale e così via).
  3. ETF obbligazionari, ossia che investono e sono legati a titoli di Stato (come ad esempio i cosiddetti BOND). Hanno un rischio mediamente più basso, anche se il rendimento non è sicuramente dei più elevati.
  4. ETF sulle materie prime, che hanno come sottostante un indice che riflette l’andamento della commodity, oppure che investono direttamente acquistando una determinata quantità reale della materia prima (come ad esempio oro, argento, palladio, litio, petrolio ed altro ancora);
  5. ETF inverso, ossia fondi che invece di acquistare, vendono i titoli delle società, aspettandosi un crollo. È una specifica tipologia, associata a tecniche di short selling, utilizzata per speculare nel caso i titoli subissero crolli azionari.

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Differenze fra ETF e fondi comuni di investimento

Uno degli aspetti a creare maggiore confusione sul settore, è la differenza fra ETF e fondi comuni di investimento. La prima differenza sostanziale risiede nella categoria di appartenenza, poiché diversamente dagli exchange traded fund, i fondi comuni di investimento sono OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio).

Il patrimonio che viene raccolto viene utilizzato dal gestore per effettuare investimenti su specifiche attività finanziarie, che possono essere anche molto diversificate fra di loro, perseguendo principi di gestione separata.

In comune, gli ETF ed i fondi comuni di investimento hanno il fatto che le quote e le partecipazioni sono sempre di proprietà dei possessori (aspetto che deve sempre essere associato ad eventuali casi di insolvenza da parte del gestore e dell’impossibilità di richiedere risoluzioni con nessuna delle due tipologie).

Ecco altre tre differenze importanti fra ETF e fondi comuni di investimento:

  1. gli ETF sono regolarmente quotati in Borsa, diversamente dai fondi comuni di investimento;
  2. gli ETF investono esclusivamente su indici reali e quotati, diversamente dai fondi comuni, che possono investire anche su altre attività;
  3. i fondi comuni di investimento hanno un prezzo che varia di norma una volta al giorno, diversamente dagli ETF, il cui valore può cambiare attimo dopo attimo.

Come investire in ETF

Assodate le basi su cosa siano e su come funzionino gli exchange traded fund, è ora possibile passare alla pratica e capire come investire in ETF. Contrariamente da quanto si pensi, grazie ai migliori broker online, l’investimento su ETF è molto agevole e semplificato.

Non hai bisogno di recarti presso alcun ufficio, o presso nessuna banca, potendo svolgere le attività comodamente online. A seguire, le 5 fasi per investire sui migliori ETF:

  1. Scegli un broker professionale. Opta sempre su una piattaforma regolamentata, ossia che dispone di reali licenze (erogate da enti preposti al controllo ed alla vigilanza, come ad esempio CySEC, o similari). eToro è uno degli operatori più specializzati sul segmento degli ETF.
  2. Completa la verifica dell’account. Per poter essere in regola ed iniziare ad investire su ETF, devi verificare rapidamente la tua identità, rilasciando semplicemente un documento in corso di validità.
  3. Carica un primo deposito. Utilizzando i tanti sistemi di pagamento messi a disposizione dalle migliori piattaforme, puoi scegliere di iniziare con importi molto bassi (come vedremo a seguire).
  4. Scegli l’ETF di interesse. Puoi a questo punto selezionare l’ETF più adatto a te, analizzare il grafico in tempo reale, il suo rendimento storico, le performance medie, il livello di rischio e molti altri parametri.
  5. Investi sull’ETF, scegliendo quanto capitale mettere a disposizione ed attuando la tua strategia (può essere gestita anche tramite le pratiche applicazioni messe a disposizione a costo zero dai migliori broker).

Dove investire in ETF

Vediamo dove investire in ETF. Fra i migliori broker ETF troviamo eToro ed XTB.

1. eToro

Il broker eToro è un concreto punto di riferimento per investire su ETF. Ha un listino che conta decine di exchange traded fund molto diversificati, associati a diversi settori tematici.

Il broker propone tantissime funzionalità, fra le quali anche il Copy Trading, che ti permette di scegliere più trader esperti e di ottenere una copia speculare delle loro posizioni a mercato. Tutto ciò potendo sempre iniziare con un comodo conto demo.

Fra i vantaggi dell’investire su ETF con eToro ricordiamo:

  • possibilità di iniziare con appena 50 euro;
  • spread sulle attività fra i più bassi al mondo;
  • gestione semplificata, anche tramite app;
  • assistenza professionale a tutte le ore;
  • grafici degli ETF sempre costantemente aggiornati.

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2. XTB

Anche XTB è un broker autorizzato in Europa ed altamente specializzato sul trading ETF. Permette di investire sui migliori exchange traded fund, mostrando una sezione continuamente aggiornata.

Con il broker XTB puoi beneficiare di spread bassissimi sulle attività, nonché di molte funzionalità e servizi integrativi. Se ad esempio vuoi conoscere tutto sul mondo degli ETF, puoi accedere ad una guida completa, ossia un corso ad hoc sul settore del trading (clicca qui per il corso di XTB).

Fra i vantaggi dell’investire su ETF con XTB ricordiamo:

  • possibilità di iniziare con conto demo;
  • deposito minimo basso, anche da 100 euro;
  • grafici dinamici ed aggiornati;
  • notizie sugli ETF e sul settore finanziario.

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Esempio di 10 ETF per principianti

Segue subito un elenco con 10 ETF fra i più famosi, che hanno avuto la capacità di distinguersi nel corso degli ultimi tempi, rientrando nella categoria degli exchange traded fund più analizzati e più adocchiati anche da trader principianti:

  1. Vanguard Russell 2000 ETF;
  2. Schwab International Equity ETF;
  3. Vanguard S&P 500 ETF;
  4. Vanguard High-Dividend ETF;
  5. Vanguard Total World Bond Fund;
  6. Schwab US Mid-Cap ETF;
  7. Invesco Solar;
  8. Invesco Powershare;
  9. iShares Emerging Markets;
  10. iShares Dividend Growth.

Quanto rendono gli ETF

Quando si vuole analizzare una nuova possibilità di investimento (in questo caso sugli ETF), ci si chiede sempre quali possibili rendimenti considerare. Ovviamente decretare e stimare un ritorno certo su qualsiasi investimento è praticamente impossibile.

I rendimenti legati agli ETF dipendono da molti fattori, che partono dall’andamento dell’indice replicato, passando per l’interesse del mercato, fino ad arrivare alla corretta o non corretta gestione del fondo da parte degli esperti che lo controllano.

In ogni caso, puoi comunque tenere a mente che:

  • gli ETF obbligazionari, sono solitamente quelli che rendono meno rispetto ad altre tipologie di ETF, a fronte di un rischio potenzialmente più basso (ad eccezione degli ETF obbligazionari dei Pesi emergenti, che potrebbero avere altre condizioni);
  • gli ETF su azioni e materie prime, così come quelli su Bitcoin (scopri qui come investire in Bitcoin) e criptovalute, potrebbero dare un rendimento maggiore, a fronte tuttavia di un rischio molto più alto.

Quanti capitali servono per investire in ETF?

Contrariamente da quanto si pensi, non è necessario disporre di ingenti capitali per poter investire sugli ETF oggi. Diversamente dal passato, quando era possibile investire su ETF in banca, o soltanto tramite istituti finanziari, ad oggi tutto è cambiato.

Puoi comodamente accedere alla sezione degli ETF usufruendo di uno dei migliori broker di trading online. Uno dei più completi, che ti permette di iniziare con depositi molto bassi, da soli 50 euro, è proprio eToro (clicca qui per iscriverti).

Puoi ovviamente decidere di caricarli con tantissimi sistemi di pagamento, da scegliere sulla base dei tuoi interessi. Per gli investimenti sugli exchange traded fund con eToro, puoi ad esempio utilizzare:

  • bonifico bancario;
  • Skrill;
  • carte di pagamento;
  • PayPal e molti altri.

Perché investire in ETF

Se ti stai chiedendo perché investire in ETF, dovresti valutare attentamente ogni singolo aspetto, partendo dai costi, fino ad arrivare alle caratteristiche distintive che abbiamo elencato nei paragrafi precedenti. In ogni caso è possibile tenere a mente questi aspetti:

  • Costi bassi: scegliendo accuratamente un buon ETF, si ha la possibilità di ridurre in modo netto i costi di gestione dei propri investimenti. Ciò grazie al loro funzionamento, poiché le abilità dei gestori riescono a rendere ottimizzata la vendita e l’acquisto, abbassando in modo parallelo i costi.
  • Diversificazione, ossia uno degli aspetti più importanti e più perseguiti da qualsiasi investitore. Gli ETF, si mostrano effettivamente dei prodotti ampiamente diversificati, nonostante rappresentino un singolo asset negoziabile.
  • Flessibilità, grazie alla presenza di oltre 8.000 exchange traded fund mondiali (solamente su Borsa Italiana se ne contano circa 1.000), il trader può scegliere sempre il fondo più adatto alle sue esigenze.

Investire in ETF: rischi

Prima di passare alle dovute considerazioni finali, passiamo in rassegna un piccolo approfondimento sui principali rischi da dover tenere in considerazione durante le attività di investimento su ETF.

Ecco i rischi sugli exchange traded fund:

  • il rischio di mercato, ossia la considerazione che al pari di qualsiasi altro strumento finanziario, anche gli ETF possono mostrare andamenti al ribasso (quindi perdere di valore) in modo imprevedibile, in associazione alla volatilità;
  • il rischio di mercato cumulativo, che può legarsi nello specifico su ETF che investono su un unico settore. In questo caso, se ad esempio il settore globale dei semiconduttori va in sofferenza, il rischio è quello di un crollo dell’intero ETF, nonostante sia di suo ampiamente diversificato;
  • i rischi di gestione errata da parte dei gestori che controllano il fondo e che decidono di volta in volta (ove necessario) se attuare o meno opportuni aggiustamenti.

Investire in ETF: come avviene la tassazione?

Se sei intenzionato ad investire in ETF, devi ovviamente considerare l’aspetto delle tasse e della dichiarazione ai fini fiscali a fine anno (la consueta dichiarazione dei redditi). A tal riguardo, è bene tenere a mente alcuni aspetti importanti.

Per tutte le plusvalenze derivanti da investimenti, anche gli ipotetici redditi derivanti dagli ETF devono essere tassati al 26%. La tassazione avviene ovviamente solamente sulla plusvalenza e non su tutto l’investimento complessivo.

Investire in ETF

Investire in ETF conviene?

Giunti alle battute finali del nostro esposto, è possibile chiedersi se investire in ETF convenga o meno. Alla luce delle considerazioni effettuate, abbiamo compreso che gli ETF rappresentano uno strumento innovativo per investire in Borsa e con specifiche caratteristiche (da associate a pro e contro).

Se non hai molte competenze analitiche, allora gli ETF si mostrano un prodotto che ti permette di allocare risorse senza il bisogno di creare manualmente alcun portafoglio (diversamente dagli investimenti su più titoli azionari singoli, da scegliere dopo specifiche analisi).

Ancora, puoi sempre optare su diversi livelli di rischio (considerando ad esempio gli ETF obbligazionari, potenzialmente meno rischiosi rispetto a quelli azionari). In ogni caso, come detto più volte, non devi mai sottovalutare la componente del rischio e della volatilità.

Rischio che viene sottolineato in modo chiaro e trasparente anche dai migliori broker online, come ad esempio eToro, che ti permette di investire sui migliori ETF al mondo in modo autonomo, rapido, semplificato e con gli spread più competitivi sul mercato.

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Potrebbero interessarti altre guide sul tema investimenti:

FAQ

Investire in ETF è sicuro?

Investire in ETF è una delle possibilità più in voga negli ultimi tempi sul settore delle negoziazioni. Ricorda tuttavia la presenza del rischio, legata alla volatilità, che deve sempre essere tenuta a mente.

È possibile investire in ETF in banca?

Sì, anche in banca è possibile investire in ETF. Nel corso del nostro articolo abbiamo tuttavia proposto specifici broker online che ti permettono di investire comodamente da casa, con commissioni fra le più basse sul mercato.

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